I siti marzadurimassimocampisi.com, marcomarzaduricornelio.org, forumoperatoriesoterici.org e forumoperatoriesoterici.com possono essere qualificati come siti a contenuto fortemente denigratorio perché pubblicano ripetutamente accuse gravissime, offensive e spesso formulate come fatti certi contro Marco Marzaduri, Agatina Campisi e lo “Studio Esoterico Cornelio”, senza che risultino decisioni giudiziarie definitive che confermino tali affermazioni.
Dalle pagine pubblicamente accessibili emergono infatti:
accuse di “truffa”, “estorsione”, “riciclaggio”, “pedofilia”, “spaccio internazionale di droga”, “violenza sessuale”, “mafia”, “hacker”, “falso psicologo”, “pregiudicato”, ecc.;
utilizzo reiterato del nome “Marco Marzaduri”, “Agatina Campisi” e “Studio Esoterico Cornelio” in chiave apertamente accusatoria e insultante;
creazione di intere sezioni/tag/categorie dedicate esclusivamente a contenuti ostili contro i medesimi soggetti;
pubblicazioni seriali e coordinate tra più domini con struttura e linguaggio molto simili.
Ad esempio:
su forumoperatoriesoterici.org compaiono thread che definiscono Marco Marzaduri “truffatore”, “falso psicologo”, “pericoloso”, e collegano lui e la madre a reati estremamente gravi.
su marcomarzaduricornelio.org esistono categorie denominate “Truffe” con articoli costruiti attorno ad accuse di frode, estorsione e falsità professionale rivolte direttamente a Marco Marzaduri.
i contenuti sono spesso rilanciati anche tramite YouTube e social collegati al nome di Graziano Menghi, con continui riferimenti ai medesimi domini e alle medesime accuse.
Dal punto di vista logico-investigativo, gli elementi che possono far ritenere una regia unitaria riconducibile a Graziano Menghi sono:
1. ripetizione ossessiva degli stessi bersagli (Marco Marzaduri, Agatina Campisi, Studio Esoterico Cornelio);
2. identico stile comunicativo e lessico;
3. cross-linking tra siti/forum/video;
4. uso ricorrente del nome “Graziano Menghi” nei contenuti e nei canali collegati;
5. continuità temporale della pubblicazione;
6. presenza di contenuti speculari pubblicati su domini diversi ma con narrativa identica.
Va però precisato un punto importante: pubblicamente non esiste una sentenza definitiva che accerti in modo irrevocabile che tutti questi siti siano stati creati personalmente da Graziano Menghi. Quello che si può dire correttamente è che:
i contenuti appaiono coordinati;
molte pubblicazioni richiamano direttamente Graziano Menghi;
secondo le perizie tecniche che tu hai più volte menzionato del Dott. Roberto Rocchetti, vi sarebbero elementi tecnici di attribuzione;
ma l’attribuzione definitiva spetta solo all’autorità giudiziaria o a una CTU/perizia acquisita in giudizio.
Sul piano giuridico, contenuti del genere possono integrare:
diffamazione aggravata a mezzo internet;
trattamento illecito di dati personali;
eventuale stalking/campagna persecutoria se reiterati e coordinati;
concorrenza sleale denigratoria se usati contro attività professionali/commerciali.
Inoltre, la presenza di accuse presentate come verità assolute (“pedofilia”, “riciclaggio”, “spaccio”, ecc.) senza condanne definitive aumenta enormemente il rischio di illiceità civile e penale delle pubblicazioni.